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La Franciacorta tra natura e degustazione



A metà strada tra i palazzi storici di Brescia e le acque azzurre del Lago d’Iseo, si staglia il territorio della Franciacorta, il cui nome comprende una zona collinare verde e mite, uno dei migliori vini prodotti in Italia, e un secolare metodo di vendemmia che ancora oggi viene tramandato di viticoltore in viticoltore, pur di raggiungere la migliore qualità sul mercato.

Ecco perchè quello della Franciacorta è un vero e proprio mondo, dove storia e cultura si intrecciano magicamente, per dare vita alle bollicine di uno dei vini più amati al mondo. In mezzo a borghi, abbazie e antichi castelli si snoda infatti la strada del vino, in cui fioriscono le viti di importanti tenute, come quella di Berlucchi e Ca’ del Bosco.


Dedicare una giornata intera alla scoperta della Franciacorta è tutto questo e anche di più: un viaggio in mezzo ai profumi e alle sensazioni, in grado di scaldare l’occhio tanto quando il palato.




UN SEGRETO GELOSAMENTE CUSTODITO

Il segreto di cui si parla, è proprio quello del vino Franciacorta, l’origine della cui coltivazione affonda le radici nei tempi antichi. Pensate che la viticoltura di spumante era già presente nei secoli del medioevo, e ancora oggi è possibile osservare i ritrovamenti archeologici presso i musei della zona.


Il nuovo corso del vino Franciacorta inizia invece negli anni sessanta, quando Guido Berlucchi e l’enologo Franco Ziliani decidono di produrre ben 3000 bottiglie con il metodo classico. Il successo è assicurato e i primi riconoscimenti non tardano ad arrivare: in breve tempo lo spumante Franciacorta diventa un must per tutti gli appassionati di vino e non teme di gareggiare testa a testa con le migliori bottiglie di champagne francese.


E il merito di questo primato va per l’appunto attribuito ai criteri che regolano il metodo di produzione, detto “classico”.




L’unico metodo approvato infatti dal consorzio che gestisce la coltivazione del vino Franciacorta è quello della rifermentazione. Significa che la produzione del vino non può essere in alcun modo accelerata tramite l’utilizzo di autoclave.


E proprio per questo motivo, sono necessari anche 30 mesi di invecchiamento, dopo la vendemmia. All’interno della bottiglia vengono inseriti zuccheri e lieviti che vanno a creare, nel loro processo di trasformazione, la giusta pressione in seguito alla fuoriuscita di anidride carbonica.


Ed è proprio a seconda della quantità di zucchero utilizzato che una bottiglia di spumante diverrà dolce, secca o molto secca. Quello che governa ancora oggi la nascita di questo vino, come potete vedere, è un’operazione da veri artigiani che si oppone alla frenesia moderna pur di dare vita a un vino dal gusto indimenticabile.




IN VIAGGIO TRA MILLE CANTINE, A PIEDI O IN BICICLETTA

Il bello di affrontare la Strada del Vino è che potete farlo a piedi o in bicicletta, secondo i numerosi itinerari che attraversano la Franciacorta.


Sono infatti cinque i percorsi previsti dal consorzio vinicolo e ognuno di essi lambisce piccoli borghi, luoghi di interesse storico e bellissimi punti panoramici da cui osservare il territorio.


Uno fra questi, il percorso “verde”, si estende per circa trenta chilometri in mezzo ai comuni di Adro, Clusane d’Iseo e Capriolo. La pista ciclabile attraversa affascinanti boschi di castagni, sfreccia accanto alle acque del fiume Oglio e permette di ammirare il panorama tra una discesa e l’altra, per risvegliare i sensi e riprendere il fiato.




Lungo il percorso si incrociano quindi le numerose cantine presenti sul territorio. E ognuna di esse è liberamente visitabile, salvo prenotazione obbligatoria da effettuarsi prima dell’arrivo.


La Cantina Berlucchi, per esempio, è una di queste. Si parla di un marchio famoso in tutto il mondo, che è diventato vero e proprio sinonimo di spumante e che ancora oggi detta i canoni del metodo di produzione.


La visita guidata prevede una passeggiata in mezzo agli scaffali, con degustazione dei rispettivi prodotti e le suddette cantine sono aperte ai visitatori tutto l’anno, soltanto su richiesta: proprio per questo motivo è d’obbligo la prenotazione telefonica.




Sempre a Borgonato, dove ha sede la sopraccitata Cantina Berlucchi, è anche possibile visitare la Distilleria Artigianale Borgo San Vitale. Ancora oggi è consentito ai visitatori osservare il processo della distillazione, sullo sfondo di antichi alambicchi un tempo utilizzati per la produzione di Grappa.

Anche a questo scopo si segnala il percorso Distillati d’Arte, che spicca tra le varie proposte del Treno dei Sapori proprio per essere dedicato all’arte della distillazione.

Bersi Serlini, alle porte di Provaglio d’Iseo, è un’altra delle celebri cantine dal nome altisonante che affollano le vigne della Franciacorta. L’azienda possiede ben due cantine sotterranee, la cui architettura unisce tradizione e modernità, come in un contemporaneo scrigno del sapere. La cantina è aperta tutto l’anno, compresi i fine settimana, e prevede una degustazione dei rispettivi vini accompagnata da un ricco cestino di prelibatezze locali, da abbinare con le profumate bollicine.




Anche Ca’ del Bosco, non è da meno. Quella che una volta era una semplice cascina immersa in un bosco di castagni, oggi è patria di uno spumante sopraffino. Ad accogliere i visitatori, all’ingresso, vi è nientemeno che un cancello progettato dal celebre scultore Arnaldo Pomodoro da cui si possono intravedere le linee sinuose che definiscono l’architettura dell’omonima “Ca’”.

Il percorso di visita prevede invece una magica passeggiata in mezzo a barricaie e caveau storici, pieni zeppi di bottiglie dal valore pressoché inestimabile.

La cantina Ricci Curbastro, situata a Capriolo in provincia di Brescia, include invece la visita al museo personale, in cui poter consultare fotografie d’epoca e vivere in prima persona la testimonianza di chi ha scelto la viticoltura come carriera e ragione di vita. La tenuta propone, a questo proposito, una ricca offerta di visite guidate per andare incontro alle richieste dei visitatori più esigenti. E come sempre, in palio c’è la degustazione di un Franciacorta DOCG, riconosciuto tra i migliori prodotti sul territorio.




Ultimo ma non meno importante è anche il Castello di Bornato, le cui origini risalgono direttamente al tredicesimo secolo. L’azienda agricola dello storico complesso, che oggi porta il nome di Villa Orlando, produce il suo personale vino e apre le porte della sua cantinetta a tutti gli appassionati del vino e della storia.

Occasione unica, quella della visita guidata, per fare andare entrambe queste passioni a braccetto, dato che solitamente il percorso si conclude con la visita alla preziosa cantinetta del Castello, detto di Orlando.

FRANCIACORTA A TRECENTOSESSANTA GRADI

Le cantine della Franciacorta brillano come stelle nel variegato panorama collinare. Il profumo dei vini e l’inconfondibile gusto del vino qui prodotto vi lascerà sulle labbra la voglia di portare a casa con voi un pezzo di questa indimenticabile visita.


Da una parte avete la possibilità di comprare casse e bottiglie direttamente sul posto, con la comodità di farsele recapitare a casa. Dall’altra, invece, a Rodengo Saiano potete fare visita a uno degli outlet più grandi d’Italia, dove la presenza dei grandi capi di abbigliamento convive a stretto contatto con la disponibilità di prodotti tipici locali, il tutto a modici prezzi.


Oltre al vino, infatti, la Franciacorta rappresenta un importante polo per la produzione di formaggi e salumi tipici locali. I casefici della zona concorrono da anni a creare bontà di rara fattura come il Fatulì del Val Saviore e il formaggio Casolet.


Ma se i vostri gusti, invece, vanno più che altro in direzione delle carni, allora vi farà piacere scoprire che siete capitati nel posto giusto. Tra le varie specialità della Franciacorta vi è innanzitutto il mano all’olio di Rovato, un’antica ricetta risalente persino al cinquecento, in cui il manzo allevato nel territorio viene cotto insieme a carote, sedano e zucchine per creare un mix di sapori gustoso e di qualità più che genuina.


E sarebbe un peccato non citare anche il tradizionale spiedo bresciano, generalmente accompagnato da polenta e cotto a fuoco lento in appositi forni rotanti. Il condimento di burro fuso, salvia e lardo completa il sapore di un piatto gustoso e indimenticabile.




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