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Cosa mangiare a Bologna

C’è poco da fare. In Italia è davvero difficile, se non ai limiti dell’impossibile, mangiare male. Ogni piccolo puntino sulla cartina della penisola italiana brilla e splende dal punto di vista enogastronomico. Paese che vai, inoltre, cucina che trovi. Da nord a sud si incrociano decine di tradizioni, sapori e profumi. Servirebbe un’enciclopedia o, ancora meglio, un atlante della buona tavola per districarsi tra i migliori ristoranti del Bel Paese. Mentre il mappamondo gira, oggi appoggiamo il dito su una città ricca di storia e al contempo imbattibile per quanto riguarda buon cibo e prodotti tipici locali. Stiamo parlando di Bologna, una delle città più caratteristiche di tutta l’Italia settentrionale.

I cibi della tradizione li conosciamo e, se ci è andata bene, li abbiamo già degustati in passato. Tortellini in brodo, passatelli e tagliatelle al ragù fresco, tigelle e salumi tipici a cui è impossibile dire di no. Vale proprio la pena di organizzare un bel tour enogastronomico nel capoluogo dell’Emilia-Romagna, alla scoperta delle antiche trattorie, del buon vino rosso e del carattere amabili che possiedono gli abitanti di questa incantevole zona d’Italia, il cui passato glorioso rivive ancora oggi negli splendidi monumenti che adornano la città, a partire dalle celebri torri fino all’università più antica del mondo. Insomma, c’è parecchio da vedere e altrettanto da mangiare. Una guida può far comodo.



Pensate che persino le tagliatelle al ragù, che a prima vista sembrano un piatto del tutto casalingo, possiedono una ricetta che è stata depositata nel 1982 presso la Camera di Commercio di Bologna da parte dell’Accademia della Cucina. Stesso discorso per i famosi tortellini, la cui unica ricetta considerata autentica, pensate un po’, fu anche in questo caso depositata nel 1974, anche con numerosi dettagli sulla precisa preparazione del brodo. La tradizione vuole infatti che i tortellini siano ricavati a partire da un piccolo quadratino di pasta sfoglia non più esteso di 4 centimetri. Stessa attenzione al dettaglio anche per le tagliatelle, le cui striscioline non devono infatti essere più larghe di 8 millimetri e il ragù stesso, perfetto per accompagnarli, deve rimanere in cottura per circa tre ore.



Se c’è un piatto che contraddistingue in pieno la tradizione bolognese è quello delle lasagne. Varie sfoglie di pasta fresca inframezzate da ragù e pomodoro, anche se esistono varianti anche vegetariane per chi non è una grande amante della carne. La lista dei prodotti tipici che vengono ancora oggi fatti in Emilia-Romagna è davvero senza fine. Pensate al parmigiano reggiano, alla mortadella e al salame modenese. Senza contare il famoso prosciutto di Parma, le piadine che si possono mangiare sul lungomare adriatico, la coppa piacentina. Insomma, come avete capito è meglio mettersi a dieta prima di programmare una bella visita a Bologna. Perché proprio come diceva Oscar Wilde, l’unico rimedio contro le tentazioni è cedervi.



Il centro storico di Bologna è inoltre pieno di trattorie tipiche in cui degustare i prodotti sopracitati. Ciliegina sulla torta, per rimanere in tema di cibo, è allora una bella sistemazione presso gli appartamenti di Palazzo Banchi, la migliore base di partenza per un viaggio nel cuore della città di Bologna.
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