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Cosa mangiare a Roma (e dove)

Pubblicato il 22/11/2019

Sarebbe insensato pensare di fare una vacanza a Roma senza toccare con mano i mille sapori, i prodotti tipici locali e le ricette della tradizione che animano le tavole dei migliori ristoranti in città. La verità è che a Roma si mangia benissimo, si spende (nella maggior parte dei casi) anche poco e si viene al contempo conquistati da quel senso di ospitalità tutto romano che ci fa sentire a casa, ben voluti e in una cornice di assoluta leggerezza e divertimento.



A differenza di città come Milano, cenare fuori a Roma è un atto quasi costitutivo della città, vuoi per la moltitudine di opzioni presenti o per la serenità data dal fatto che è realmente difficile mangiare male nella Città Eterna. Se vi recate a Roma, per lavoro o per piacere, non potete esimervi dal degustare i seguenti cibi, che costituiscono le proposte più caratteristiche della cucina romana:

La pasta: amatriciana, gricia, carbonara, cacio e pepe

Tre ricette che sono lo specchio di altrettante tradizioni. L'amatriciana, ricetta con pomodoro e guanciale (non pancetta, come molti erroneamente pensano) saporita e gustosa, da consumare abbinata a un tipo di pasta lunga come i bucatini.



Oltre alla carbonara, famosa ormai in tutta Italia, a Roma si consuma spesso la cosiddetta pasta alla gricia: una sorta di amatriciana "bianca" con guanciale e pecorino; sempre restando in tema di formaggi, il pecorino è utilizzato anche per la apparentemente semplice "cacio e pepe".

Un posto su tutti dove mangiare un buon piatto di pasta: da Tonino, vicino a Piazza dell'Orologio, a due passi da Largo Argentina. Porzioni e sorrisi abbondanti.

I secondi: carciofi, abbacchio, saltimbocca e via dicendo

Anche in fatto di carni e preparazioni saporite, la cucina romana propone tutta una serie di cibi esteticamente, se vogliamo, semplici, ma ricchi di gusto. Uno di questi sono proprio i saltimbocca, parenti dei più comuni involtini che testimoniano l'appartenenza a una tradizione casalinga ancora oggi apprezzata.


Photo by Fanny Schertzer


Discorso simile anche per i favolosi carciofi, che a Roma vengono serviti alla Giudia, immersi nell'olio bollente e lasciati friggere, per essere croccanti all'esterno e morbidissimi dentro. Altrimenti, per un pasto più salutare, si può sempre optare per la versione alla romana, bollita e insaporita.


Ph by Marco Iannantuoni


Un consiglio è quello di provare il ristorante Piperno, nel ghetto ebraico. Posto di gran classe e dotato di una cucina di altissimo livello.

I dolci: la grattachecca, il tiramisù, il Dolce del Papa

Per chiudere in bellezza, senza alcuna paura nei confronti delle possibile calorie, è bene godersi un bel dolce, anche d'asporto sulle scalinate di Piazza di Spagna o sulla Terrazza del Pincio. Pompi a Roma è una istituzione e propone il migliore Tiramisù della città in comoda vaschette da portare via.



La grattachecca è, anche in questo caso, un lontano parente di una "semplice" granita. Composto di ghiaccio tritato e sciroppo alla frutta, è perfetto quando in città imperversa il caldo, per darsi una rinfrescata e proseguire il giro.

Un'idea sull'ultimo posto da visitare è il ristorante Tavernelle nel quartiere Monti, a due passi da Cavour. Servono il cosiddetto Dolce del Papa che, si dice, fosse il preferito di Giovanni Paolo II.

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