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Ogni profumo racconta una storia di una città



Bonjour Paris, piacere di conoscerti!

Hai ancora in bocca il sapore fresco dello Champagne, quando l’aereo atterra a Charles De Gaulle… Quella giovane hostess con le guance rosse che ti ha riempito di attenzioni per tutta la durata del viaggio, apre finalmente il portellone bianco e ti sussurra «bienvenue a Paris» prima che una cascata di luce ti obblighi a indossare gli occhiali da sole…





La prima cosa che noti, una volta uscito all’aria aperta, è il profumo della Francia… e ancora non riesci ad associarlo a nulla che già conosci. Eppure hai viaggiato parecchio: ti ricordi la calda umidità della Florida, la fragranza agrodolce che aleggia per le strade dell’India e i petali di biancospino che danzano nei cieli del Nord.


E quando l’aria fresca ti entra nei polmoni, all’improvviso ti assale la voglia di conoscere, esplorare e ascoltare quella cantilena d’eleganza che è la lingua francese. Perché, diciamoci la verità, il motivo per cui non riesci a riconoscere l’odore di questa capitale sta nel fatto che finora ne hai solo sentito parlare.


E ti sarai chiesto, a questo punto, cosa vedere a Parigi.. Ma non ti preoccupare i consigli arrivano ora..




Luci e colori sugli Champs Elysées

Ti hanno parlato degli Champs Elysées, che durante la stagione natalizia si riempiono di mercatini artigianali e di luci verdi, rosse e blu. E ora che ci sei, ti sovviene un senso di calore: forse perché hai in mano un bicchiere di vin chaude, che ti protegge dal gelo dell’inverno, forse perché in mezzo a una folla di viaggiatori sorridenti hai trovato finalmente il posto che cercavi da qualche mese a questa parte.


Ma chi si ferma è perduto, hai anche sentito dire tante volte. E la verità è che a Parigi c’è così tanto da vedere, che è difficile anche solo scegliere in quale direzione orientare i propri passi.


I cartelli delle stazioni, che sfoggiano uno stile liberty e rivendicano con grazia un primato di bellezza, ti invitano a posare gli occhi sulla grande mappa di quella che un tempo era soprannominata la Ville Lumiere, ovvero la Città della Luce. E come tutte le grandi città al mondo, Parigi è divisa in quartieri – che qui si chiamano arrondissement, ognuno con una propria identità e, ancora una volta, un profumo inconfondibile.



Champs Elysees - Paris (Foto Justin Brown flickr)




Un arrondissement ricco di storia: il sedicesimo

Vi è il sedicesimo distretto, per esempio, famoso in tutta Europa per le sue ville haussmaniane il cui lusso è ancora memore del Secondo Impero ovvero quando, tra il 1852 e il 1870, la città di Parigi fu sottoposta a una importante opera di modernizzazione.


Per questo motivo, laddove un tempo vi erano le antiche stradine così pittoresche e caratteristiche della capitale francese, oggi si estendono invece i lunghi viali rettilinei, costeggiati dagli spazi verdi e dalle boutique di alta moda.


E proprio nel cuore del Bois de Bologne è stata da poco inaugurata la fondazione Louis Vuitton. E la verità è che non ti resta altro da fare che vederlo coi tuoi occhi: perché proprio in mezzo ai giardini, tra le querce e i raggi dalle storie secolari, spunta un iceberg di metallo progettato da Frank Gehry, il curatore del museo Guggenheim di Bilbao.


Vetro, legno e acciaio si insinuano con spigolosa morbidezza in mezzo agli alberi e alla natura immobile, in quella che è una celebrazione dell’arte contemporanea, dove le opere d’arte dialogano senza fretta con l’architettura circostante.


Se sei appassionato di architettura, leggi questo percorso alla scoperta di una Parigi insolita!




Una città che profuma di mercato

L’arte emoziona, fa battere il cuore e al tempo stesso fa discutere. Non dare retta, quindi, a chi ti dice che rimanere nella parte est di Parigi... Salta sul primo autobus che vedi, e dirigiti in direzione della Bastiglia, all’estremità ovest della capitale.


troverai un mercato più unico che raro, che ancora oggi conserva la sua struttura in ferro, in onore dello stile che caratterizza il grande simbolo della città, forse uno dei più famosi al mondo: la torre Eiffel, appunto, che deve il nome al suo architetto e al suo amore per il metallo.


Qui, un poco distanti dal centro e dalle aree più turistiche, respirerai ancora un’aria da vera mercato, dove la frutta esposta non sembra merce da gioielleria, ma fine prodotto della natura.




Parigi, fusione di culture, storie e profumi

Ed ecco che finalmente gli odori tornano a conquistare i vostri sensi: quelli delle mele appena colte, delle arance pronte a essere spremute e, un po’ più in là, delle ostriche appena pescate che colorano l’aria di un candido velo afrodisiaco. Cibo, colori e odori che vi metteranno addosso un discreto appetito. Allora avrete voglia di recarvi presso qualche antico café, magari per consumare un eccellente formaggio, come il Saint Nectaire du auvergine, che si scioglie in bocca e prende fuoco, a contatto con un vino rosso fruttato e prepotente.


In quel momento, seduti al tavolo, capirete che Parigi è più eterna di tante altre città. E che il suo odore è un misto di culture, storie ed emozioni quasi indefinibile.


Di una cosa, in conclusione, sarete certi: che in bocca vi resterà soltanto l’amaro per non essere giunti a Parigi un poco prima. E in una città senza tempo, pur sapendo di dover prendere l’aereo di ritorno, vi sembrerà di avere tutto il tempo del mondo…



Un piccolo caratteristico caffè nel quartiere Marais di Parigi (foto Nastya Shershneva)




 

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