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Un sorriso verso l’Arno



Un cammino che inizia con il sorgere del sole..

Il sole si alza e Firenze saluta il giorno che comincia. I suoi abitanti escono di casa e si mescolano alla folla di turisti e studenti che avanzano, carichi di guide, mappe e zaini, muovendosi sicuri tra stradine e palazzi storici.


Ho sempre invidiato la fortuna di chi ha l’onore di sentirsi a casa in questa città magica ed affascinante, chi può andare a dormire la sera, con la certezza di svegliarsi ancora il mattino seguente in una delle città più belle al mondo. Ma anche noi, oggi, ci sentiremo parte della città e fingeremo di essere a passeggio per Santo Spirito, lungo le stradine che salgono verso Piazzale Michelangelo, dove lo sguardo abbraccia l’Arno e la maestosa cupola del Brunelleschi.




Un ricordo romantico su Ponte Vecchio

La nostra gita comincia a Ponte alle Grazie, con le sue cinque arcate che varcano il fiume Arno: a passi spediti e sicuri, lo attraversiamo e percorriamo Lungarno Torrigiani, ammirando la vista sul Museo Galilei e sulla parte laterale della Galleria degli Uffizi, che ci saluta dalla sponda opposta, con la sua eleganza discreta. Ci torneremo, presto, per conoscerne i suoi tesori inestimabili.


Salendo, diamo una sbirciata alla nostra destra: ecco Ponte Vecchio, una galleria di negozietti in formato mignon, che espongono il meglio dell’alta arte orafa fiorentina.


Nelle vetrine, abbondano collane e pendenti d’oro, anelli di ogni forma e colore, coralli e diamanti di fattura elegantissima, orologi come se piovesse, catenine e braccialetti sufficienti ad adornare uno stuolo di spose indiane.




Camminando, scopriamo Giardino dei Boboli

Sulla sinistra, invece, si snoda Via dè Giucciardini, punteggiata di tante botteghe artigianali: prestate attenzione e, sulla destra, troverete un piccolo cartello che indica un cortiletto misterioso. Qui, vi attendono vasi, brocche e portafrutta in maiolica, rigorosamente decorati a mano, in colori sgargianti. Attenzione a dove mettete i piedi: sul pavimento, infatti, scatole ben imballate attendono di essere spedite in Giappone, nell’Ohio o in una città della Russia, con il loro contenuto prezioso.


Proseguendo ancora – la strada sale un poco, ma niente paura – si arriva ad uno dei luoghi più imponenti di tutta Firenze: siamo di fronte a Palazzo Pitti, voluto dalla famiglia Pitti per rivaleggiare con Cosimo il Vecchio e la sua nuova residenza. Ma, il mondo è tondo: i Pitti furono presto sommersi di debiti, il palazzo fu venduto agli stessi Medici e tutta la famiglia vi si trasferì con grande gioia, lasciandosi alle spalle il caos del centro cittadino. Tutto intorno iniziarono così a fiorire belle ville nobiliari, a Santo Spirito, lungo Via Maggio e Via dei Serragli, Vasari costruì il Corridoio omonimo, una via di accesso privilegiata a Palazzo Vecchio, e sul retro del palazzo nacque il Giardino dei Boboli, uno dei più riusciti esempi di giardino all’italiana al mondo, dove i granduchi cercavano riparo tra laghetti, fontane, grotte o nella Kaffeehaus rococò.




Facciamo una pausa in Piazza Santo Spirito

Lasciandosi alle spalle il palazzo, in due passi si è a Santo Spirito, una piazzetta davvero pittoresca, quasi uscita da un cartone animato Disney: in mezzo la fontana, intorno panchine, ristorantini all’aperto e qualche bancarella di un mercato rionale, di fronte, la facciata morigerata della basilica del Brunelleschi che invita alla riflessione ed alla preghiera.


Ora facciamo una pausa: immaginiamo di sederci al sole, non troppo caldo, di una giornata di inizio autunno, e gustiamo un gelato (lo sapete che il gelato nacque proprio qui? Sebbene le origini siano siciliane, fu lo chef fiorentino Ruggeri a presentare una crema fredda a base di panna, zabaione e frutta a Caterina de Medici, che se ne innamorò alla follia e la portò con sè a Parigi).




Ultima tappa: San Miniato al Monte

Rifocillati, partiamo verso l’ultima tappa del nostro viaggio. In autobus o a piedi, lungo Costa San Giorgio e Via di Belvedere, saliamo verso Piazzale Michelangelo: qui ci fermiamo per qualche foto di rito e per godere dello splendido panorama del centro storico di Firenze.


Poi, in silenzio proseguiamo lungo Via delle Porte Sante e ci prepariamo per lo spettacolo più bello: l’abbazia di san Miniato al Monte -l’esempio più alto di romanico fiorentino- ci attende, dall’alto della sua collina, abbagliandoci con i suoi marmi verdi e bianchi e avvolgendoci nella sua aura di calma e solitudine.


Tra gli alberi si scorge ancora la cupola del Brunelleschi ed il nastro luccicante dell’Arno, tutto intorno si stende la campagna, mentre alle spalle veglia l’abbazia con la sua pacata maestosità.




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