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Viaggio al centro della terra


La magia della Grotta Gigante Trieste


Se c’è un romanzo di cui siamo tutti a conoscenza, è quello della creazione. Forse la più bella storia mai raccontata: quella in cui si sono formate le montagne, i corsi d’acqua e i continenti. Milioni di anni fa, quando l’uomo ancora non esisteva, il pianeta Terra era un regno fatto di acqua e di fuoco, in cui iniziavano a prendere forma i continenti in cui abitiamo oggi.


Per nostra fortuna, oggi possiamo avere testimonianza di quello che era il nostro mondo, tanto tempo prima. Un mondo sotterraneo, in cui la luce fatica anche solo a trovare uno spiraglio. Un luogo segreto, scavato in silenzio dai corsi d’acqua per migliaia di anni. Proprio come la grotta gigante di Trieste.




L’altopiano del Carso, che si estende dai piedi delle Alpi Giulie fino al confine con l’Istria, è ricco di tutte queste meraviglie naturali.


Ogni vallata presenta un passaggio segreto che permette di arrivare a centinaia di metri sotto il livello del mare, per ammirare con i propri occhi le meraviglie della natura. Il tutto a meno di venti minuti da quella inimitabile città di confine che è ancora oggi Trieste.




Come arrivare alla Grotta Gigante

Esistono diversi percorsi per raggiungere la Grotta




  • Dall‘autostrada A4: uscita “Sgonico” se si arriva da Venezia/Udine; uscita “Prosecco” per chi proviene da Trieste/Lubiana. Dopo l’uscita seguire le indicazioni stradali per la “Grotta Gigante”. Le coordinate sono WGS84: 45°42’35.6249″N; 13°45’52.3286″E. L’indirizzo: Borgo Grotta Gigante 42/a, comune di Sgonico, provincia di Trieste.



  • In automobile da Trieste: dal centro di Trieste imboccare la via Coroneo fino in fondo alla strada, poi svoltare su via Fabio Severo e proseguire per pochi chilometri fino allo svincolo per Strada per Basovizza. A questo punto imboccare Strada Nuova per Opicina. Alla rotatoria prima del centro di Opicina, prendere la terza uscita in direzione Sgonico. Al “Centro Lanza” girare a sinistra e seguire le indicazioni per la “Grotta Gigante”.



  • Autobus da Trieste: bus n. 42 con partenza da Piazza Oberdan. Fermata Borgo Grotta Gigante. Vedi gli orari




  • Stazione dei treni: Trieste Centrale, 10 km (bus n°42)



Questione di tempo

La grotta gigante è una cavità carsica, costituita da rocce calcaree e dolomitiche, che si estende per oltre duecento metri sotto la superficie del terreno.


Fu esplorata per la prima volta nel 1840 da una spedizione privata di speleologi e si stima che abbia avuto origine circa 10 milioni di anni fa. Al suo interno presenta quella che è la sala naturale più grande al mondo: una enorme cavità che raggiunge quasi i 100 metri di altezza e dal cui soffitto pendono centinaia di stalattiti dal colore rossastro.




Nell’esplorare la grotta, sentirete l’obbligo di sollevare gli occhi al cielo (e spalancare la bocca, per l’emozione) alla costante ricerca di questi dardi appuntiti, che brillano immobili nella più fitta penombra.


Vi basti pensare che queste bellissime sculture naturali si creano in ambienti umidi, attraverso l’acqua che scorre nella falda superiore. E impiegano circa 200.000 anni per formarsi, goccia dopo goccia, crescendo di un solo millimetro ogni venti anni.


Quando si dice che la calma è la virtù dei forti… è utile il caso delle stalattiti, che dal soffitto non si staccheranno mai più!




Un gradino alla volta

La grotta gigante rappresenta ancora oggi il tratto visibile di una antica galleria fluviale, le cui acque si sono ritirate con il passare dei secoli.


All’interno della grande caverna, sono stati inoltre ritrovati numerosi reperti appartenenti all’età del bronzo, come punte di frecce, pugnali e vasellami e oggi visibili all’interno del museo speleologico all’esterno del sito.




L’ingresso alla grotta, invece, è consentito tutto l’anno e sono “caldamente” consigliate scarpe da trekking e felpe pesanti, vista la temperatura che si attesta sempre intorno agli 11 °C.


La visita dura un’ora ed è rivolta a un pubblico di tutte i gusti e le età: dagli appassionati di storia, agli amanti della natura e della montagna, fino ai bambini e agli studenti, per cui è prevista la possibilità di improvvisarsi provetti scalatori in totale sicurezza.


Nel corso del tragitto, è possibile visitare la sala dell’altare e ammirare il belvedere che prosegue per altri cento metri sotto ai piedi, per una vista che vi lascerà letteralmente senza fiato.


Ecco un video preso dal canale ufficiale della Grotta Gigante




Verso la luce: l'altopiano del Carso

Come detto poche righe orsono, la visita guidata alla grotta gigante dura all’incirca un’ora. La buona notizia è che al momento di riemergere, vi troverete a piedi nel cuore dell’altopiano carsico con tutte le miriadi di attività e di escursioni che contraddistinguono i suoi sentieri.


Poco distante dalla grotta, per esempio, è possibile visitare il giardino botanico della Carsiana, che raccoglie oltre seicento specie diverse di vegetazione spontanea in 5000 metri quadri di terreno: un vero e proprio museo a cielo aperto della flora friulana, in cui rifarsi gli occhi coi colori inaspettati dei più fiori selvatici.


Avvicinandosi invece alla foce del fiume Isonzo, troviamo invece una enorme riserva naturale che è il sogno di ogni appassionato di birdwatching, magari fattosi le ossa nella brighiera che contraddistingue la campagna inglese.


Nel parco dell’Isonzo, per tornare a noi, vi è un assoluto rispetto della biodiversità e il clima umido garantisce la cospicua presenza di uccelli acquatici, che vanno a mischiarsi con le altre 300 specie che animano le fronde del bosco circostante.




I segreti del bosco vecchio

Tutto l’altopiano carsico è circondato da rocce calcaree e impreziosito dal fenomeno delle doline: piccole depressioni o valli che durante le piogge si riempiono d’acqua generando, per un tempo effimero, minuscoli laghetti che vengono poi assorbiti dal terreno circostante.


Ce n’è per tutti i gusti, al confine con Gorizia: sentieri per chi ama dilettarsi nel trekking o percorsi da affrontare in sella a una mountain bike sullo sfondo dei colli scoscesi, rimboschiti di pini neri, con destinazione finale le Falesie di Duino.


Proprio quest’ultima è un’attrazione irrinunciabile, nel panorama friulano: trattasi di una enorme e candida falesia che si getta direttamente nel mare, per uno spettacolo garantito.




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