Prezzi chiavi in mano! Pensiamo a tutto noi, scopri come lavoriamo!

Invia richiesta Telefono+390247952200

Il tartufo di Bologna

Autunno, caro autunno. Vera e propria croce e delizia di tutte le stagioni. Da una parte ci sono i colori bellissimi delle foglie degli alberi che si tingono di rosso e arancione e illuminano a loro modo i viali della città. Dall’altra, invece, i primi, bruschi cali delle temperature che condurranno direttamente all’inverno, da gennaio in avanti.

Eppure, l’autunno è anche una delle stagioni più interessanti dal punto di vista gastronomico. A sua volta croce e delizia e anche uno dei prodotti stagionali più famosi in Italia e in tutto il mondo: il tartufo bianco. Delizia da gustare, croce da pagare. Eppure ci sono anche tante possibilità di gustare il celebre tubero anche senza spendere un occhio della testa.



Se si parla di tartufo bianco, inoltre, la mente va subito alla località di Alba in Piemonte. La culla per eccellenza del tartufo, ma anche nonna la sola presente in Italia. Stupirà forse qualcuno a prendere che è un ottimo tartufo bianco, nella stagione autunnale, lo si può acquistare e assaggiare anche nei dintorni di Bologna, per un sapore e una qualità che non teme rivalità con la concorrente piemontese.

Sono tante le località che nel periodo clou, che copre quasi per intero metà ottobre e il mese di novembre, propongono ottimi piatti e numerosi mercatini il cui comune minimo denominatore è proprio il tartufo. Da Sasso Marconi a Savigno, c’è la possibilità di organizzare una favolosa gita all’insegna del buon cibo, sullo sfondo dei meravigliosi panorami che incorniciano le vallate e il territorio dell’Emilia Romagna.



Che cos’è il tartufo e per quale assurdo motivo costa così tanto? Innanzitutto il tartufo, come detto precedentemente, è un tipo di tubero e cresce spontaneamente sotto terra accanto alle radici di determinati alberi. Il tartufo possiede una sua intrinseca rarità poiché viene individuato con l’aiuto di cani e successivamente raccolto a mano.

Il profumo estremamente forte che lo caratterizza è rilasciato dal vegetale a maturazione avvenuta per attirare tutta una serie di animali che, nel tentativo di afferrarlo, scavando, spargono in volontariamente nel terreno circostante le spore che servono per propagare la specie. Un tartufo spontaneo impiega anni per crescere e lo fa in terreni contenenti calcio, di un certo tipo, tendenzialmente umidi. Anche i cani addestrati a sentirne l’odore sono sottoposti a un rigoroso addestramento, che fa aumentare indirettamente il costo del prodotto una volta raccolto.



Dicevamo, quindi, dove si mangia il tartufo a Bologna e nei dintorni? La valorizzazione territoriale passa per località che vale la pena visitare, in cui le manifestazioni dedicate al tartufo abbondano durante la stagione autunnale. Stiamo parlando di Monghidoro, Camugnano e soprattutto Grizzana Morandi dove è in programma per novembre una vera e propria festa dedicata al tartufo.

Stesso discorso anche per il piccolo borgo di Savigno, dove il 10 novembre va in scena il festival Tartofla, in cui è possibile degustare un paio di menu con piatti a base di funghi e ovviamente il tartufo. La casa per eccellenza del tartufo a Savigno si trova presso il celebre ristorante Amerigo, impreziosito da una stella Michelin. Provate a immaginare, che cosa vuol dire prenotare un tavolo presso il ristorante dello chef Alberto Bettini per degustare un piatto di tagliatelle al tartufo che sarà impossibile dimenticare.



Presenziare al festival del tartufo di Savigno è una vera e propria esperienza, premiata dal pubblico, che va avanti da più di trent’anni con grande entusiasmo da parte degli organizzatori. Da piccola sagra di paese e a tutti gli effetti diventato un festival internazionale, sotto ai cui i tendoni si respira per giorni un inconfondibile profumo di tartufo, che non lascerà tregua a chi ha scelto di mettersi a dieta nel periodo sbagliato. Non soltanto di tartufo si parla, però.

Sui banchetti che fanno da padroni alla manifestazione si trovano anche prodotti del territorio come porcini e una grande varietà di insaccati e formaggi, senza considerare sottaceti e altre prelibatezze molto gustose. Per i più avventurosi c’è anche la possibilità di lanciarsi in una vera e propria caccia al tartufo con i cagnolini presenti sul posto, diretti a scovare il tubero sotto il terreno. Certo, è bene organizzarsi in anticipo se si decide di recarsi al festival del tartufo di Savigno. C’è tanto da acquistare i prodotti locali che riusciranno a impreziosire le vostre ricette e anche il vostro frigorifero, una volta tornati a casa. Sicuramente soldi ben spesi, a giudicare dai sapori che emanano questi prodotti.



Presso gli appartamenti Halldis di Bologna è possibile chiedere informazioni riguardo ha un vero e proprio tour enogastronomico con destinazione Savigno e annessa degustazione di ottimi prodotti locali. Dagli appartamenti di Bologna, compresi quelli nel meraviglioso Palazzo Banchi che si affaccia su Piazza Maggiore, è possibile organizzare infatti una gita nella tartufaia e inoltre degustare anche il prezioso tubero nei ristoranti a 30 km da Bologna che lo servono fresco, in base alla disponibilità all’insegna più totale di ciò che si chiama km zero.

Certo, il tartufo si mangia anche egregiamente in città, senza doversi a tutti i costi allontanare dal centro. A questo scopo si segnala la storica trattoria Leonida che da anni propone ai clienti alcuni dei piatti in assoluto più di qualità a base di tartufo; lo stesso vale anche per il ristorante I Portici che trova nella sapiente maestria dello chef Petrosino un motivo in più per assaggiare del buon tartufo insieme ad altri prodotti di inconfondibile gusto.



Tutti i dintorni di Bologna, da questo punto di vista, sono una vera e propria miniera culinaria. Basta allontanarsi un poco per le strade del centro città per incappare in ristoranti come il Mirasole a San Giovanni in Persiceto, la Trattoria del Borgo a Monteveglio, dove tra tagliatelle, funghi porcini, l’immancabile tartufo e buon vino rosso per scaldarsi, sarà davvero una impresa ardua prendere la sofferta decisione di andare via e tornare a casa. Questi e altrettanti luoghi sono la fortuna della nostra cara penisola italiana: piccole cucine, spesso a conduzione familiare, che ancora oggi ripropongono ricette della tradizione senza alcuno sconto sulla qualità e sulla bontà.

 

Argomenti

BOLOGNA
scopri i nostri appartamenti

Argomenti