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Milano non è solo Design Week

È ormai ufficiale che il Salone del Mobile, come molti altri eventi pubblici previsti durante i mesi della primavera, è stato rimandato a data futura a causa del clima di incertezza delle ultime settimane. Dovessimo sforzarci di pensare positivo, questa sarebbe un’ottima occasione per riscoprire la città e i nostri luoghi del cuore in maniera del tutto nuova e originale. Il salone del mobile è infatti uno di quegli eventi, insieme al Fuori Salone, capaci di attrarre nella città di Milano una moltitudine di persone provenienti da tutta Italia e da tutto il mondo. In quella settimana il capoluogo della Lombardia diventa la capitale del design. Ma dirlo, Milano non è soltanto Design Week. È molto altro: una città per alcuni aspetti sorprendente, sempre più stata proiettata nel futuro e piena di opportunità, ma anche ricca di storia.



Il Salone del Mobile è nato infatti nel 1961 con il desiderio di promuovere e fare da vetrina alle esportazioni italiane di arredo e complementi d’arredo ed è divenuto nel corso degli anni un evento di portata internazionale per tutto il settore del design, con espositori e grandi nomi provenienti da tutto il mondo. Quest’anno l’appuntamento è rimandato di qualche mese, dal classico periodo di aprile a un ormai più caldo mese di giugno, precisamente nella settimana che va dal 16 al 21. Un piccolo spostamento che però non andrà a modificare l’attrattiva e lo spettacolo garantito dalle fiera. Nel 2020, che è stato proclamato dall’UNESCO come anno internazionale della luce, verranno presentate numerose novità in fatto di tecnologie luminose. Gli espositori previsti anche quest’anno sono più di 250 che accoglieranno un pubblico che, se dovesse superare quello dello scorso anno, registrerà una presenza di oltre 300.000 visitatori. Bastano questi dati a rendere questa manifestazione così importante per l’industria e il nostro paese. Approfittando dello spostamento a giugno, Milano ci accoglie comunque a braccia aperte nel mese di aprile per vedere la città sotto un altro aspetto.



Dal momento che il salone del mobile porta sempre in città una ventata di novità, viene voglia di procedere per giustapposizioni e fare come fece Sergej Ejzenstejn nel suo film Il Vecchio e il Nuovo, che inventò a tutti gli effetti il montaggio. Da una parte quindi i capolavori del design che non sembrano essere soggetti alle leggi fisiche e alla gravità di questo mondo, dall’altra i monumenti storici che ancora oggi rappresentano un simbolo del passato che fu. Forse non tutti sanno per esempio che nel pieno centro di Milano, proprio accanto alla galleria Vittorio Emanuele, sorge il palazzo con alta certificazione ambientale più antico del mondo. Stiamo parlando di Palazzo Ricordi, un nome che per molti milanesi fa rima con musica: nella fattispecie la musica prodotta dall’omonima etichetta discografica e dal negozio al piano sottostante della galleria in cui tanti cittadini hanno acquistato i loro primi dischi quando erano più giovani. Per tanti anni Ricordi è stato il più grande editore al mondo di opere liriche anche se gran parte del successo ottenuto dall’etichetta arrivò negli anni seguenti, per grande intuizione di uno dei suoi eredi che vede nella musica popolare un nuovo settore in cui investire idee e energia.



Una delle chiese più antiche di tutta la città di Milano è la Basilica di San Lorenzo Maggiore, conosciuta anche tempo addietro semplicemente con me basilica palatina. Ancora oggi visitabile, si configura come uno dei più grandi complessi monumentali di epoca romana che è possibile vedere nella città di Milano. La basilica si trova proprio di fronte alle colonne di San Lorenzo, un luogo molto conosciuto dai giovani cittadini milanesi durante il fine settimana, oltre ad essere il luogo chiave per eccellenza dove inizia la vita notturna della città. La chiesa risale infatti a IV secolo d.C. ma la sua forma è stata più volte ristrutturata, col passare dei secoli. Quello che sappiamo è che nel V secolo venne edificato il colonnato di marmo che la contraddistingue. Vale la pena di fare un giro all’interno per ammirare la cupola e al tempo stesso la meravigliosa veduta del presbiterio. All’interno possiamo infatti trovare pilastri di ordine dorico che si fondono in maniera armonica con altri pilastri superiori di ordine ionico, per una commistione di stili che ancora oggi attira la nostra attenzione. All’interno troviamo bellissime opere come preziosi mosaici romani, sculture ad uso funerario e un organo a canne a trasmissione meccanica, un vero e proprio gioiello musicale.



Se decidiamo di proseguire con la nostra passeggiata lungo le strade che conducono ai monumenti simbolo più antichi della città di Milano, vale la pena di prenotare una visita al complesso di Santa Maria delle Grazie. Una grande cupola firmata dal Bramante dichiarata patrimonio dell’UNESCO nel 1980. All’interno è possibile visionare con i propri occhi il grande capolavoro del genio Leonardo da Vinci: l’ultima cena, ancora presente all’interno del monastero domenicano. Doveste trovare coda e non vi fosse possibile entrare, vi basterà sapere sempre nel centro di Milano, precisamente presso la chiesa di San Maurizio al Monastero Maggiore, è presente una copia dell’ultima cena realizzata da quello che fu il maestro di Leonardo da Vinci. Un’occasione ottima per visitare il bel quartiere di Sant’Ambrogio, dove sorge anche la frequentatissima Università Cattolica.



Già che siamo vicini all’Università Cattolica, vale la pena di visitare la basilica di Sant’Ambrogio. Anche in questo caso una delle chiese in assoluto più antiche di tutto il capoluogo lombardo, luogo simbolo di tutta la storia milanese. Costruita tra il 379 e il 386, assunse l’aspetto definitivo ancora oggi visibile intorno a fine dell’anno 1000. Una basilica altamente scenografica, dotata di tre navate e composta di quattro edifici tra cui il monastero, la canonica, la Chiesa e la basilica. Anche in questo caso si può fare un confronto di tipo cinematografico passando da Eisenstejn a Tarkovsky, abbandonando il montaggio giustappositivo e tuffandosi nella metafisica del regista russo, debitore di De Chirico. Basta osservare l'ngresso della basilica di Sant’Ambrogio, per capire di cosa stiamo parlando. Un capolavoro di design voluto ormai quasi 1500 anni fa dal vescovo di Milano Ambrogio, momento in cui la città era capitale dell’impero romano d’Occidente.

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