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Musei Vaticani: cosa vedere

Roma è conosciuta in tutto il mondo come la Città Eterna. Merito anche dei suoi musei, che hanno permesso alle opere d’arte ivi contenute di non subire l’onta del tempo. I musei Vaticani, fortemente voluti da papa Giulio II e fondati a metà del sedicesimo secolo, sono una cassaforte di antichi tesori paragonabili a grandi musei europei come il Louvre per la quantità di opere esibite. Per chi ci si reca la prima volta, il rischio da sindrome di Stendhal è dietro l’angolo.



Nelle sale che compongono il polo museale è possibile osservare con i propri occhi le opere di Michelangelo, Raffaello, Caravaggio e artisti di grande calibro che hanno contribuito a fare la storia del rinascimento italiano. Recarsi al museo con le idee chiare può quindi aiutare anche il conoscitore d’arte più smaliziato a non perdersi nelle stanze del museo. Per i più curiosi, la storia racconta che i Musei Vaticani nacquero grazie al ritrovamento del:

Laocoonte

Opera degli scultori di Rodi Agesandros, Athanodoros e Polydoros, il gruppo del Laocoonte fu ritrovato nel 1506 vicino alle terme di Tito e al Colosseo, in un vigneto nei pressi della basilica di Santa Maria Maggiore. A trovarlo fu una coppia di “archeologi” d’eccezione, costituita nientemeno da Michelangelo Buonarroti e l’architetto Giuliano da Sangallo. Si narra che Giulio II della Rovere, il pontefice di allora, rimase talmente sorpreso dalla bellezza dell’opera e del suo ritrovamento che decise di far costruire un apposito museo, dedito all’esposizione e alla preservazione di opere classiche. In questo modo, nel gennaio del 1506 fu eretta la prima pietra dei futuri musei vaticani.

 


Photo by sailko


La statua ritrae per l’appunto l’omonimo sacerdote Laocoonte, che tentò di opporsi in ogni modo alla decisione di fare entrare nella città di Troia il celeberrimo cavallo degli Achei. Proprio per la sua insistenza fu punito da Poseidone che inviò sulla spiaggia una coppia di serpenti marini per ucciderlo. Nell’opera Laocoonte è ritratto con estrema maestria proprio nel momento di massima sofferenza, mentre i due giovani accanto a lui sono già caduti vittima del morso dei serpenti. Oggi è possibile ammirare l’opera presso il cortile ottagono dei Musei Vaticani, che fanno parte dei noti:

Cortili del Belvedere

Il cortile del Belvedere è parte integrante dei Musei Vaticani e fu fortemente voluto da papa Giulio II Della Rovere nel 1500 circa. Ancora oggi, il cortile collega la antica residenza papale con la villa di Innocenzo III, attraverso uno spazio diviso in tre livelli e progettato dall’architetto Bramante che però, proprio come il “mandante” dell’opera Giulio II non riuscì a vedere l’opera completata prima della sua morte. All’interno del cortile si possono ammirare le sculture del Laocoonte, l’opera di Pomodoro e l’Apollo.

 


Photo by Jean-Pol GRANDMONT


I tre livelli sono collegati da scalinati e impreziositi dalla presenza della cosiddetta Scala del Bramante, un’opera architettonica di ingegno puro che collega il cortile con la villa, senza passare dal Palazzo Apostolico. I motivi per cui l’opera rappresenta ancora oggi un monumento di indubbio valore stanno nella sua struttura a spirale, inusuale per l’epoca, che imprime al gusto classico un dinamismo inedito, che suggerisce al pellegrino che vi si trova a passeggiare una sensazione di aspirazioni, quasi celeste.

La Pinacoteca

Uno dei fiori all’occhiello di tutti i Musei Vaticani, la celebre Pinacoteca era inizialmente situata nell’appartamento Borgia ma su ordine di Pio XI fu spostata in un nuovo palazzo costruito appositamente per custodire le preziose opere d’arte provenienti da tutto il mondo e da differenti epoche storiche. Al suo interno è possibile osservare i dipinti di Giotto, Caravaggio e Raffaello e proseguire con i più grandi autori della storia più recente, in un viaggio nel tempo che spazia dal rinascimento ai tempi moderni.

 


Photo by Petar Milošević


Presso la Pinacoteca Vaticana, infatti, le opere sono esposte in ordine cronologico. Proseguendo nella sezione dedicata alle opere d’arte religiose troviamo infatti artisti del calibro di Chagall, De Chirico, Van Gogh e Gauguin, che non mancheranno di emozionare chi questi dipinti non li ha mai visti se non sui libri e sui cataloghi. L’idea originale di aprire una Pinacoteca aperta al pubblico nacque nel 1817, dopo la caduta di Napoleone e la restituzione al Vaticano di gran parte delle opere di sua proprietà. Oggi ospita più di 460 dipinti, un numero che si registra essere ancora in crescita.

Stanze di Raffaello

Si tratta di quattro stanze, in cui sono custoditi alcuni tra i più importanti affreschi di tutta la storia dell’arte. All’interno dei Musei Vaticani trovano infatti posto opere di inestimabile valore come La Scuola di Atene e la Liberazione di San Pietro, solo per citare le due più famose, che con stili e tematiche diverse raccontano l’allegoria del potere e l’evolversi della conoscenza umana, nei secoli e nei gesti dei più illustri pensatori. Inizialmente affidata al Perugino, la pittura degli affreschi venne infine commissionata a Raffaello da parte di Giulio II, su consiglio del Bramante che ne era coetaneo.

 



Come già detto, le stanze sono ben quattro: la sala di Costantino, la Stanza dell’Incendio di Borgo, la Stanza di Eliodoro e la Stanza della Segnatura. In quest’ultima trova spazio la già citata Scuola di Atene e il Parnaso. In quella di Eliodoro è possibile osservare La Liberazione di San Pietro e, tra le altre, anche la Cacciata di Eliodoro dal Tempio. Nella Sala dell’Incendio si trovano l’omonima opera dedicata all’Incendio di Borgo, la Battaglia di Ostia, L’incoronazione di Carlo Magno e il Giuramento di Leone III, mentre è nell’ultima stanza che ci si può avvicinare alle storie di Costantino Magno.

Cappella Sistina

Una visita ai Musei Vaticani non può dirsi completa senza una visita alla Cappella Sistina, meta ogni anno di turisti da tutto il mondo, che giungono fino a Roma per sollevare gli occhi al cielo e osservare le meraviglie pittoriche degli affreschi a cura del Perugino, Raffaello e altri protagonisti della storia dell’arte rinascimentale. Alla Cappella Sistina, che ancora oggi viene correntemente utilizzata per le elezioni papali, si ha la possibilità di immergersi con gli occhi e con il cuore nei capolavori più alti della pittura, compreso il Giudizio Universale, che troneggia come un capolavoro senza tempo.

Per chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni, abbiamo dedicato un articolo proprio alla Cappella Sistina, che può essere letto a questo indirizzo.

 



ORARI E INFORMAZIONI UTILI

I Musei Vaticani sono accessibili dal lunedì al sabato dalle 9.00 alle 18.00, con l’ultimo ingresso previsto alle ore 16.00.

Sono inoltre aperti ogni ultima domenica del mese, purché non coincida con la Santa Pasqua, 29 giugno SS. Pietro e Paolo, 25 dicembre Santo Natale e 26 dicembre Santo Stefano, dalle ore 9.00 alle 14.00, con ultimo ingresso alle 12.30.

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