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I tesori nascosti di Firenze

Pubblicato il 14/02/2019

Firenze è una città che ci sembra già di conoscere, ancora prima di partire. Il ruolo, l’importanza e il pregio che ha avuto nella storia d’Italia è tale che la sua bellezza si è tramandata di secolo in secolo, di generazione in generazione. Firenze è stata la culla del Rinascimento, nelle acque del fiume Arno che lambisce la città, Dante ha “sciacquato i panni” della lingua italiana e contribuito a formare la parlata che ancora oggi utilizziamo, nei suoi castelli e nelle sue piazze hanno regnato i Medici, tra lo sfarzo e il mecenatismo che ha permesso alla città di diventare un vero e proprio museo a cielo aperto, frequentato ogni anno da migliaia di turisti da tutto il mondo, che rivivono ogni volta sulla propria pelle la nota sindrome di Stendhal.



Le meraviglie della città sono ben note a tutti. A partire dal Museo degli Uffizi, che contiene al suo interno i più grandi capolavori della storia dell’arte, fino alla Basilica di Santa Maria del Fioreil Duomo di Firenze, progettato da Giotto e Brunelleschi nel corso del quattordicesimo secolo, passando per il Ponte Vecchio, risparmiato dalla guerra durante il secondo conflitto mondiale, su cui sono ancora presenti le antiche botteghe ben note a tutti i fiorentini.

Questa guida nasce con lo scopo di visitare la città di Firenze nello spirito di veri esploratori, a caccia degli angoli nascosti, lontano dai classici itinerari turistici. Il bello di visitare una città come Firenza sta proprio nell’attenzione al dettaglio che si può mettere in campo tra le strade che compongono il centro storico, nelle piccole viuzze in cui il tempo sembra essersi fermato, per vivere una giornata difficile da dimenticare, nel cuore della Toscana.

Il Corridoio Vasariano



Arrivate fino agli Uffizi, ma invece di entrare alzate lo sguardo. Proprio sopra al celebre museo si estende un lungo corridoio che collega Palazzo Vecchio a Palazzo Pitti. Si tratta un passaggio, un tempo “segreto” o meglio ad uso esclusivo della nobiltà medicea, progettato dal Vasari e pensato con lo scopo di permettere ai governanti di attraversare la città e il fiume Arno senza mai scendere in strada. Il corridoio vasariano prosegue anche sopra il Ponte Vecchio, infatti, e oggi viene utilizzato dal museo come spazio espositivo. Nel corso degli ultimi anni sono stato svolti importanti lavori di ristrutturazione che hanno ridato smalto all’opera, per traghettarla e renderla di nuovo utilizzabile in tempi più moderni.

Le api di Ferdinando



In piazza Santissima Annunziata si trova un monumento con una particolarità, in grado di divertire grandi e piccini. Sul monumento equestre eretto infatti in onore di Ferdinando I de’ Medici è scolpito un vero e proprio sciame di api di bronzo, la cui disposizione concentrica rende particolarmente difficile operare il conteggio dei piccoli insetti ritratti nell’opera. Secondo la leggenda, infatti, chi sarà stato in grado di contarle senza toccarle, come ricompensa sarà investito da un grande successo. Progettata dal Giambologna, la statua fu edificata nei primi anni del 1600 e realizzata con materiali in bronzo presi dai cannoni delle galee turche.

La porta del cornuto



Anche in questo caso, vale la pena di alzare la testa. Tra le decorazioni che impreziosiscono la facciata della Basilica di Santa Maria del Fiore, si può distintamente vedere la testa di un toro. Per meglio individuarla bisogna varcare l’ingresso della Mandorla per accedere alla cupola, da cui si gode di un meraviglioso panorama su tutta la città. Dovessimo dare retta alla leggenda, pare che il capomastro, per prendere in giro un “dirimpettaio” particolarmente geloso con la cui moglie aveva avuto un breve e fugace relazione, scolpì il muso di un bovino perché il marito in questione potesse vederlo ogni giorno dalle finestre della sua abitazione e ricordarsi delle corna ricevute suo malgrado. Altre fonti, invece, vogliono che la celebre scultura sia stata realizzata per omaggiare gli animali da traino utilizzati per l’edificazione del Duomo.

Antica officina di Santa Maria Novella


Photo by Moon rabbit 365


Al numero 16 di via della Scala, proprio vicino alla Stazione di Firenze, si trova questo luogo speciale che ha ricevuto il riconoscimento come farmacia più antica di tutta l’Europa. Un posto unico, in cui lasciarsi conquistare dai profumi, dalle spezie, dagli utensili antichi esposti in bella vista, insieme a lampadari preziosi che pendono dal soffitto, affreschi di inestimabile valore alle pareti e un servizio di erboristeria, profumeria e farmacia che ancora oggi lavora a pieno ritmo come quattrocento anni prima. L’antica officina si trova in pieno centro e permette di prenotare interessanti visite guidate per scoprire tutti i segreti della storia che la avvolge.

Biblioteca delle Oblate



Che siate appassionati di libri o meno, esattamente sopra alla biblioteca si può accedere al bar e soprattutto alla sua emozionante terrazza, che regala un panorama mozzafiato sulla grande cupola della Basilica di Santa Maria del Fiore. Non c’è niente di meglio, dopo una lunga giornata dedicata a passeggiare per le strade della città, che fermarsi a bere un aperitivo, magari al tramonto, con la persona che ci ha accompagnato fin qui, per fare un brindisi al futuro, dopo aver compiuto un vero e proprio tuffo nel passato, all’ombra dei palazzi storici che incorniciano il centro di Firenze.

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