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Torre Galfa nel cinema

 Milano è una città che cambia volto in continuazione e che negli ultimi anni, in particolare, è stata al centro di impegnative opere di riqualificazione che hanno radicalmente trasformato alcuni quartieri della città. Basti pensare a Porta Nuova, che oggi ha ridefinito l’orizzonte del capoluogo lombardo con tutta una serie di grattacieli di stampo avveniristico. Discorso simile, anche se più in piccolo, per il quartiere di Isola che è diventato uno dei più chic di tutta la città, frequentato dai giovani durante il weekend e sede di importanti negozi, ristoranti e società di comunicazione.



Attualmente in costruzione, ormai in dirittura d’arrivo, è il progetto di Torre Galfa curato da Unipol presso cui saranno presenti dei nuovi appartamenti di Halldis. Galfa è un luogo con una storia precisa, che affonda le radici anche nella cinematografia degli ultimi cinquant’anni. Già negli anni della sua costruzione, Torre Galfa è diventata in breve tempo uno dei simboli della Milano del boom. Fu progettata dall’architetto Melchiorre bega nel 1956 e fu sede degli uffici della raffineria Sarom e BP. La sua costruzione fu completata nel 1959 e già riuscito ad attirare su di sé l’attenzione di importanti registi dell’epoca.

La torre è apparsa in due film, di produzione tutta italiana. Questo ha contribuito a rimarcare il posto del grattacielo nell’immaginario collettivo dei milanesi. Oggi la sua facciata di dura alluminio anodizzato sia presta a diventare a una composizione in vetro in grado di riflettere tanto il cielo azzurro quanto il vicino Pirellone e il volto trasformato del quartiere di Porta Nuova, forse oggi il più moderno crocevia in sede a Milano.



Per esempio, uno di questi è un film del 1964 diretto da Carlo Lizzani e interpretato da Ugo Tognazzi. Basato sul libro di Luciano Bianciardi edito nel 1962, La Vita Agra racconta la storia di un intellettuale di provincia che lascia la famiglia per raggiungere Milano per progettare un attentato, salvo rinunciare agli ideali rivoluzionari per diventare un creativo pubblicitario, nella città italiana più propulsiva a livello di comunicazione. Vale la pena di sapere che le scene in interno furono girate nel grattacielo Pirelli, anziché in Torre Galfa. Ciononostante il grattacielo progettato da Bega appare eccome, inquadrato dall’esterno.



La presenza della torre nel cinema italiano, come anticipato, non finisce qui. Qualche anno prima, precisamente nel 1961, e Michelangelo Antonioni gira La Notte. Un film in cui l’estetica dei grattacieli che compongono oggi la skyline di Milano diventano una metafora dell’impresa moderna e della natura del capitalismo. Il contrasto su cui gioca il film di Antonioni è visibile fin dalla prima scena in cui un edificio liberty del XIX secolo viene inquadrato di fianco al grattacielo Pirelli. Un fotogramma che racconta il passaggio del tempo e la stessa trasformazione che ancora oggi contribuisce a rilanciare ogni giorno di più Milano nel mondo.



Anche chi non è appassionato di cinema non può fare a meno di sollevare lo sguardo verso queste meraviglie architettoniche che da una parte sfidano la gravità e dall’altra ci raccontano a quali vette è in grado di arrivare l’ingegno umano.
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