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Tutti pazzi per i tortellini di Bologna

Pubblicato il 4/10/19 - Immagine in copertina di Angelo Muratore

Tutti gli anni a Bologna si svolge una grande festa all’insegna del buon cibo e dell’accoglienza. Si tratta della celebrazione del Santo Patrono della città: San Petronio. Per l’occasione la città, perlomeno il centro storico, si riempie di favolosi stand gastronomici che fanno da cornice a concerti all’aperto, fino allo scoppio dei fuochi d’artificio finale che chiude la festa.



Quest’anno ci sono state numerose polemiche riguardo alla decisione degli organizzatori di includere anche una variante del tortellino con carne di pollo e non di maiale per includere nella festa anche fedeli di altre religioni. C’è chi ha parlato di un tradimento delle proprie origini, chi ha elevato il tortellino a simbolo della libertà e del rispetto dei diritti altrui. La verità è che al di là delle chiacchiere e delle litigate furiose il tortellino possiede una storia e una identità ben precisa, che viene raccontata ogni volta che ne assaggiamo uno.



Il tortellino per eccellenza nasce in un ambiente e all’interno di un contesto totalmente povero. Come molte ricette dell’epoca, viene concepito per riutilizzare la carne avanzata dalle cucine dei nobili dell’alta aristocrazia. La leggenda vuole che la caratteristica forma del tortellino derivi dal desiderio di un cuoco dell’epoca di imitare la perfezione e la sinuosità di un corpo femminile.

Al di là della storia e delle questioni politiche, la vera domanda è: dove mangiare i migliori tortellini a Bologna, al di là della festa del Patrono? La risposta non è affatto semplice perché una città come Bologna, culla della pietanza in questione, pullula di ottimi ristoranti che propongono il tortellino in vesti rispettose della tradizione, per un vero e proprio tripudio dei sensi e del gusto, in grado di travolgere anche il più navigato degli assaggiatori di tortellini.



Si va da Oltre, un ristorante guidato dallo chef Daniele Bendanti che cucina dei tortellini in brodo di cappone da togliere il fiato, a Sfoglia Rina, una sorta di laboratorio e al tempo stesso negozio che si trova proprio a due passi dalla Torre degli Asinelli. Si segnalano i tortellini di Annamaria in via Belle Arti o anche lo storico Biagi che oggi si trova in via di Saragozza e regala come un tempo emozioni incredibili grazie alla qualità dei suoi tortelli in brodo.

Uno dei nomi più famosi a Bologna, quando si parla di tortellini, è quello di Massimiliano Poggi, che possiede un ristorante proprio dietro a Piazza Maggiore, non distanti da Palazzo Banchi e dai suoi appartamenti bellissimi. Gareggia con Poggi un altro nome importante, nella gara senza esclusione di colpi al tortellino più buono. Stiamo parlando de I Portici, un tempio del cibo impreziosito da una luminosa stella Michelin, che prepara e vende tortellini take away a prezzo modico.



Di carne, di pollo, in brodo o al ragù il tortellino conserva il gusto unico per cui cui, negli anni settanta, la sua ricetta è stata depositata alla Camera di Commercio da parte della Confraternita del Tortellino. Insomma, non si scherza coi tortellini. Perché suo interno c’è una cosa di fronte alla quale siamo tutti uguali e senza alcuna difesa: la bontà.

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